Se hai una bicicletta e devi gareggiare con una Ferrari
la soluzione non è pedalare più forte
seguendo la sua stessa strada.
Meglio inventare ogni stratagemma per modificare il percorso
e portarla lungo vicoli e viottoli dissestati
dove più romba, più urla la sua impotenza.
Smarketing. Non è un gioco di parole per smarcarsi dalla marca.
In comunicazione le parole sono utensili; se prendi il cacciavite, non puoi lavorare coi chiodi.
Ad esempio, se usi la parola target, non c’è verso, cominci a ragionare come un cecchino.
Se accettiamo le parole, i modi, le retoriche, gli stili del marketing commerciale, ne accettiamo inconsapevolmente anche la filosofia di fondo e gli scopi.
Un imprenditore per la decrescita, è colui che ha cambiato il modo, lo scopo e l’etica del produrre.
Un’azienda del non profit cambia l’etica e il senso del lavoro.
Chi comunica per un ente pubblico, non può ancora pensare di usare la pubblicità “business oriented” per promuovere i propri servizi.
Tutti costoro hanno bisogno di strumenti nuovi, adatti a diversi modi e scopi del comunicare e con essi ad un’etica della comunicazione nuova e tutta da inventare.
Insieme a voi intendiamo pensare insieme e costruire le pratiche e i presupposti di questo modo modo di comunicare.
Per ora lo chiamiamo smarketing.
Compilmenti Marco!
bellissima idea e buonissima pratica,
molto applicabile al teatro.
Si potrebbe pensare a corsi di smarketing teatrale!
se vuoi ne parliamo: pensiamo ai collegamenti, testiamo un we per ex allievi alla Paolo Grassi o da qualche parte (io non sono più responsabile innovazione sviluppo dal luglio scorso, insegno e basta, ma si può provare).
Un caro saluto.
Mimma Gallina
(335- 8100193)
Ciao
Vedo che non demordi: brava. Se posso dare una mano, eccomi subito.E’ una bellissima idea; serve sicuramente.
telefoniamoci fra qualche ora
Marco
348 3162792